I gruppi per l’innovazione sociale

Formare alla conduzione dei gruppi

Formare alla conduzione dei gruppi non è essenziale soltanto in ambito educativo. I gruppi hanno una funzione essenziale anche nella vita sociale e politica. Il riferimento non è qui alle chiare conseguenze sociali di un modello di educazione centrato sulla costruzione di significati nell’interazione e nella cooperazione ad un risultato, ma proprio all’importanza dei gruppi di lavoro su un compito nella vita delle comunità sociali. Il rinnovamento della democrazia in senso partecipativo e l’innovazione sociale che consentirebbe, richiede innanzitutto due cose: l’iniziativa e l’impegno di cittadini organizzati in gruppi guidati da un compito; l’impegno di figure di animatori sociali in grado di facilitare il processo di organizzazione del lavoro orientandolo al risultato.

Entrambe le cose richiedono un vasto impegno formativo, che non riguarda solo le scuole e ogni altra istituzione con esplicita finalità educativa, ma ogni altra comunità in cui si articola la nostra vita sociale. Le une e le altre possono svolgere un ruolo decisivo nel formare una fondamentale competenza di cittadinanza: cooperare al raggiungimento di un risultato condiviso. È questo un obiettivo che richiede un vigoroso impegno collettivo per liberarsi da consolidate abitudini, legate a tradizionali forme di partecipazione ormai rivolte più alla rappresentazione dell’interazione che ad un effettivo confronto, e per acquisire un atteggiamento aperto all’ascolto reciproco e orientato alla cooperazione in vista di un risultato condiviso. 

Mi auguro che sia arrivato il momento di avviare un paziente lavoro di formazione ed educazione, in cui partiti, sindacati, enti del terzo settore, possano avere un ruolo decisivo, attraverso la testimonianza della propria organizzazione comunitaria e attraverso più strutturati ed espliciti momenti di formazione, rivolti specialmente a figure di animatori della vita sociale in grado di moderare il lavoro dei gruppi. 

La figura dell’animatore sociale 

l’innovazione sociale passa innanzitutto attraverso l’iniziativa di cittadini che, organizzati in gruppi, si rendono protagonisti di un percorso di crescita autonomo e autopropulsivo all’interno della loro comunità. È questo lo spirito dei volontari del terzo settore come dei militanti in un partito,  orientati alla co-costruzione dell’iniziativa politica e dell’azione sociale, animati innanzitutto dal desiderio di vivere esperienze di partecipazione alla vita sociale con cui dare concreta attuazione ai valori in cui si riconoscono.

Hanno un ruolo importante, come facilitatori di questi processi, figure di animatori sociali, che puntino alla centralità del cittadino e del gruppo sociale in cui è inserito, abbiano la responsabilità di avviare la co-progettazione e la programmazione, per avviare un percorso che parta dalla problematizzazione, valorizzando la responsabilità dei soggetti coinvolti e le caratteristiche del contesto in cui si opera. 

L’azione di facilitazione dell’animatore sociale può essere infatti schematizzato attorno a quattro elementi irrinunciabili dell’azione sociale: soggetto, oggetto, contesto, funzione dell’animatore-facilitatore.

  • A proposito del soggetto, il cittadino consapevole e partecipe, parliamo di co-costruzione del sapere e dell’agire sociale, e risulta pertanto indispensabile il ricorso al gruppo come strumento per apprendere e operare. 
  • A proposito dell’oggetto, parliamo di ricerca di soluzioni e non possiamo pertanto fare a meno di partire da un problema. 
  • Nel gruppo sociale l’animatore assume, in modo istituzionale o semplicemente funzionale, una leadership in vista del risultato. Per lui parliamo di responsabilità, e lo facciamo con riferimento alla cura che l’animatore deve prendersi dei membri del gruppo (studiare, progettare, programmare…). 
  • A proposito di contesto, parliamo del binomio vincolo-risorsa, perché dobbiamo essere consapevoli che la nostra azione e il mondo in cui la caliamo non sono perfetti, ma ci dobbiamo sforzare di farli essere i migliori possibile qui ed ora

L’aspetto fondamentale che qui mi preme sottolineare è che Il ruolo di animatore sociale è caratterizzato dall’esigenza di promuovere il lavoro di gruppo come strumento essenziale per la costruzione di valore sociale.

Un modello operativo

Un esempio di impegno verso nuove forme di partecipazione è nell’esperienza dei gruppi di lavoro costituenti del Pd di Palermo, di cui si discute nell’articolo di “Intrasformazione, Rivista di Storia delle Idee” che presentiamo. La scelta di affidare la riflessione congressuale a sei gruppi di lavoro esprime una idea della comunità politica e un modello operativo che merita attenzione. 

Si tratta di una esperienza che non presenta aspetti di novità rivoluzionaria per chi, in ogni ambito, lavora professionalmente con i gruppi. Rappresenta invece una sfida nuova la pratica del metodo del “lavoro di gruppo su compito” nei partiti, nei sindacati, nella vita associativa in genere, allo scopo di rivitalizzare la partecipazione alla vita sociale.

Quello dei gruppi di lavoro a cui la comunità affida un compito è un modello operativo che valorizza la partecipazione, basato su un’idea semplice: «favorire l’attivazione di gruppi di militanti (e di cittadini) che mettono in gioco la loro consapevolezza dei problemi e le informazioni utili ad affrontarli, e sappiano mettersi in relazione all’insieme della comunità politica e sociale». Si tratta, beninteso, di gruppi con un compito preciso, «che sappiano condividere un pensiero e una linea d’azione, abbiano l’umiltà e il coraggio di sottoporlo al vaglio della propria comunità politica; sappiano quindi portarlo tra le persone nella città e dialogare con gli eletti e con le istituzioni». I gruppi con un compito su un problema specifico possono così rivestire un ruolo centrale nella vita di un partito e della comunità sociale: «sono fondamentali per accogliere e riconoscere ciascuno; per proporre, ascoltare, elaborare, documentare; per portare i risultati al vaglio della comunità del partito (gli altri gruppi), alla prova delle persone, all’attenzione delle Istituzioni». Per questo risulta essenziale il ruolo dei partiti, che non è solo un ruolo di mediazione tra cittadini e istituzioni, ma anche di «promozione e organizzazione del lavoro dei gruppi in cui una comunità si articola per conseguire le sue finalità».

Motore di tutto l’iscritto attivo «che si impegna in una interazione costante, fatta di comunicazioni, condivisione di informazioni e risorse, collaborazione e cooperazione per un risultato comune». Può farlo in tanti modi, ma è fondamentale il ruolo che può svolgere all’interno di gruppi con compiti specifici che sono il luogo più adatto «per l’ascolto reciproco, per l’elaborazione di un pensiero e di una linea d’azione, per la verifica dei risultati nel confronto tra pari». In questa impostazione l’iscritto attivo svolge un ruolo all’interno del partito e nella più ampia comunità sociale in cui opera che ne fa una figura di animatore sociale che contribuisce, nei modi più diversi, nel partito e nella città, alla costruzione e alla testimonianza della proposta politica.

L’aspetto più significativo dell’articolo che proponiamo – e delle riflessioni che abbiamo anticipato – sta probabilmente nel fatto che sono il risultato di una elaborazione collettiva all’interno di gruppi di lavoro su compito, non sono soltanto la elaborazione di un pensiero ma la testimonianza di un modello operativo.

Rivista_intrasformazione (1 2023) pp 65-71

Per un approfondimento sul modello rimando a Cortimiglia F., Quale futuro per la democrazia nell’era digitale? Gruppi, impegno sociale e riscoperta dell’utopia, Edizioni della Fondazione nazionale “Vito Fazio-Allmayer”, Palermo 2020, pp 247-269, e a Il metodo della ricerca operativa reale, Bollettino della Fondazione nazionale “Vito Fazio-Allmayer”, XLIV, 1, gennaio-giugno 2015, poi in Il cronotopo esteso dei gruppi on line, Edizioni della Fondazione nazionale “Vito Fazio-Allmayer”, Palermo 2015, pp.105-128.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *