Il delfino - percorsi formativi

Home page

Esercizi di lettura

L'officina  dello storico   

I racconti di Pierre Menard

Cittadinanza e sviluppo           

Cont@tto

Storia di Palermo     

La formazione del territorio

L'officina dello storico

 

Leithia melitensis, una specie di ghiro gigante vissuto nel territorio palermitano nel Pleistocene inferiore, circa 400.000 annifa.

 

 

 

 

 

 

 

Probabile aspetto della Sicilia 1.800.000 anni fa.

·       L’interglaciale Riss-Würm (Centomila  anni fa)

·       Le tracce del mare Eutirreniano

·       Alla fine del quaternario

·       Dall’olocene ai nostri giorni

·       Approfondimenti

·       Verifica

        Sommario

 

Configurazione delle terre emerse e dei mari nell'era mesozoica.

 

 

 

Una terra giovane   Nell’era mesozoica – tra 800 e 65 milioni di anni fa –, quando i dinosauri popolavano la terra, la Sicilia non esisteva ancora.

L’area oggi occupata dal mar Mediterraneo faceva parte di un grande canale, il mar della Tetide che, separando l’Europa dalle terre dell’emisfero meridionale, metteva in comunicazione due parti di quel grande e unico oceano che circondava i continenti prima che questi ultimi prendessero le attuali posizioni nel globo terrestre.

Le rocce che costituiscono la Sicilia sono formate, per la massima parte, da sedimenti accumulatisi al fondo di quel mar della Tetide.

 Le prime avvisaglie di emersione dell’Isola risalgono agli ultimi milioni di anni. Ad un certo momento, probabilmente all’inizio dell’era quaternaria (circa 1.800.000 anni fa), gran parte delle principali strutture montuose, che attualmente si trovano disseminate per tutta l’Isola, furono altrettante isolette di un arcipelago di cui facevano parte anche l’attuale Altopiano Ibleo e le isole di Malta e di Gozo.

L’attuale aspetto della Sicilia si è concretizzato nelle ultime centinaia di migliaia di anni (si pensi, ad esempio, che il gigantesco edificio vulcanico dell’Etna si è costruito negli ultimi 500.000 anni)

 

100.000 anni fa, il territorio di Palermo non è ancora emerso e Monte Pellegrino è un'isola.

L’interglaciale Riss-Würm (Centomila  anni fa) Circa 100.000 anni fa, durante l’interglaciale Riss-Würm (il periodo dell’uomo di Neanderthal), Palermo era ancora mare aperto anche se poco profondo, la Conca d’Oro non era ancora emersa e Monte Pellegrino costituiva un’isola che sbarrava da nord un ampio golfo. Il profilo della costa ed il modellamento della pianura palermitana cominciarono a delinearsi in tempi geologicamente recenti che si possono approssimativamente collocare alla fine dell’interglaciale Riss-Würm, periodo di minima espansione delle calotte glaciali in Europa e di massima altezza del livello dei mari. Il lento scioglimento dei ghiacciai (questo periodo viene chiamato anche “Quaternario caldo”) aveva prodotto l’ultima importante invasione (“trasgressione”) marina esauritasi circa 70 mila anni fa. Tale imponente fenomeno portò alla formazione di un grande mare – chiamato dai geologi “Eutirreniano” – che s’innalzò lentamente per piú di 50 metri rispetto al livello attuale.

 

Solchi del battente d'onda sulle pareti del Monte Pellegrino.

 

 

 

 

 

Pareti di roccia perforate dall'azione dei litofagi (Monte Pellegrino).

Le tracce del mare Eutirreniano Le oscillazioni eustatiche di questo mare rimasero ben documentate sui monti che circondano Palermo e su Monte Pellegrino dove, risalendo lungo la Valle del Porco, è possibile osservare, a varie altezze, le tracce dell’escavazione marina incise nella roccia calcareo-dolomitica: lunghe erosioni orizzontali (“solchi del battente d’onda”), grotte e anfratti, estese e levigate superfici di abrasione e alte coste a picco (“falesie”), ma anche curiose linee di riva “a colabrodo” perforate da migliaia di buchi lasciati dai litofagi, molluschi mitilidi capaci di dissolvere il carbonato di calcio e quindi scavatori di rocce calcaree, noti comunemente come datteri di mare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palermo 18.000 anni fa: la costa è più avanzata di circa 4 km rispetto al profilo attuale, raggiunto circa 10.000 anni fa con il progressivo innalzamento del livello marino.

 

 

 

 

 

     

Alla fine del quaternario Per tutta la fase finale del Quaternario che coincide col Würm recente, il livello del mare si mantenne sempre al di sotto di quello attuale raggiungendo un minimo di -80 metri circa. Le caratteristiche topografiche pressoché pianeggianti degli attuali fondali marini che si estendono al largo della fascia costiera di Monte Pellegrino e del golfo di Palermo, permettono di calcolare che con un abbassamento di 80 metri del livello marino la terra emersa durante questo periodo era piú ampia per una fascia larga circa 4 km. Una vasta pianura dunque, oggi sommersa, che si estendeva a settentrione oltre i limiti attuali della costa, la cui superficie si può calcolare non inferiore a 400 ettari.

È probabile pertanto che le grotte ubicate lungo la fascia costiera, che si erano formate nel Riss-Würm, divenute accessibili, poterono offrire riparo agli uomini dell’era glaciale. Esse, infatti, durante l’ultima glaciazione di Würm rimasero emerse per alcune migliaia di anni.

 

Approfondimenti Per una più diffusa e documentata trattazione delle questioni concerneti la formazione del territorio palermitano e la fauna che lo ha abitato prima della comparsa dell'uomo, si rimanda alla nostra bibliografia di riferimento: Il territorio, di Pietro Todaro, I primi abitatori, di Vincenzo Burgio e Le grotte, di Giovanni Mannino in Storia di Palermo, a cura di Rosario La Duca, volume I, L'Epos, Palermo 1999.

 

Al Cd Rom accluso al volume si rimanda per la ricca documentazione fotografica e per una pluralità di percorsi tematici di approfondimento, tra i quali segnaliamo quelli dedicati alla idrografia (a cura di P. Todaro) e alla fauna estinta (a cura di Vincenzo Burgio). Si vedano a riguardo le proposte di laboratorio i corsivi.

 

Del documentario di Stefano Savona  segnaliamo l'intervista a Vincenzo Burgio

 

Dall’olocene ai nostri giorni Con l’epoca olocenica, quella che viviamo attualmente ed il cui inizio coincide con la fine delle grandi espansioni glaciali (8.000 anni a.C.), il progressivo scioglimento dei ghiacciai apportò anche nella regione mediterranea una generale, seppur modesta, nuova invasione delle acque del mare (nota come “trasgressione versiliana”) e, allo stesso tempo, un lento arretramento della costa che continua fino ai nostri giorni.

 

verifica inizio pagina sommario
 

Risoluzione consigliata: 800 x 600

 

Home page

Esercizi di lettura

L'officina dello storico

Pierre Menard

Cittadinanza e sviluppo

Cont@tto

 

© 2002-2007 Francesco Cortimiglia - Tutti i diritti sono riservati