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La storia e, in particolare la storia locale,
meritano di rivestire un ruolo centrale nella programmazione didattica
della scuola di ogni ordine e grado: la storia come studio critico dello
svolgimento delle vicende umane e della nostra conoscenza, la storia
locale come insostituibile laboratorio di ricerca e come luogo della
ricostruzione delle identità comunitarie.
Di fronte alla crescente complessità ed alle rapide
trasformazioni della realtà e dei saperi ci si rende finalmente conto
della necessità di rivolgere il processo di insegnamento apprendimento
non tanto alla trasmissione di saperi codificati, ma piuttosto alla
capacità di cogliere i processi di trasformazione per essere in grado
di intendere, sostenere, guidare l’evoluzione in atto.
In ogni ambito, la forma della conoscenza è innanzi
tutto forma storica. Ed è per questa sua natura metadisciplinare che,
senza negare l'importanza fondamentale della padronanza
dell'informazione, spetta proprio alla storia di liberarsi per prima
dalle forme contenutistiche e mnemoniche che l’hanno fin qui
caratterizzata.
La storia è stata e dovrà rimanere al centro della
riflessione sulla scuola e il suo rinnovamento perché i saperi che sono
stati oggetto dell’apprendimento non sono acquisizione compiute e
definitive, ma rappresentano il grado di conoscenza raggiunto attraverso
un lungo processo, che viene costantemente portato innanzi, integrato,
emendato, rivoluzionato dal progresso della conoscenza e della
trasformazione della realtà. La scuola deve
perciò continuare a trasmettere informazioni specifiche, ma deve
innanzi tutto aiutare a cogliere il senso di un processo di cui gli
allievi sono destinati a diventare protagonisti.
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Storia
di Palermo
La
formazione del territorio
Le
ossa di Polifemo
I
cacciatori del Paleolitico
Il
Mesolitico
Il
cacciatore dalla lunga lancia
Il
Neolitico
L'orto
di Pomona
La
cultura della Conca d'Oro
Il
bicchiere campaniforme
Prima
dei Fenici
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