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Questa sezione
offre al visitatore alcune schede di storia locale, dedicate alla Storia di
Palermo, corredate da un questionario per l'autovalutazione e da
indicazioni per l'approfondimento dei temi proposti e l'avvio di
attività laboratoriali
Le schede,
alternate ad alcuni corsivi, sono poi affiancate da alcune riflessioni sulla storia e il suo insegnamento nella
scuola; e da alcune testimonianze sul clima di tensione etica e civile in cui
può nascere una ricerca storica (La memoria e la speranza).
Questa
"officina" trae principalmente ispirazione da tre diverse esperienze:
l’incontro, in rete, con il gruppo
CLIO 92, Associazione di Gruppi di Ricerca sull’insegnamento della
storia, e in
particolare con il testo Per la conoscenza delle storie locali nella
scuola, manifesto del convegno "La storia locale tra
ricerca e didattica", Treviso, 16-18 marzo 1995 (si veda, in
particolare, la scheda La storia locale);
una riflessione a margine dell’Ipertesto,
curato da Roberto Maragliano, della Commissione tecnico-scientifica
promossa da Tullio De Mauro sulle conoscenze fondamentali della scuola
(si veda, in particolare, la scheda Trasformazioni e permanenze;
la collaborazione per la realizzazione
della Storia di Palermo, diretta da Rosario La Duca, (Palermo
1999-2000), un'opera interdisciplinare e multimediale che offre alle agenzie educative un archivio rigoroso e di facile uso per
la realizzazione di innumerevoli percorsi didattici.
Gli
obiettivi principali di questa
sezione possono essere così sintetizzati: valorizzare
l’efficacia
conoscitiva, metodologica e formativa della storia locale,
attraverso strumenti vicini agli stili di apprendimento dei giovani
lettori di storia.
L’efficacia
conoscitiva si manifesta come conoscenza concreta della mutevole
relazione tra uomini e territorio, come comprensione di determinati
aspetti della realtà locale nel contesto di fenomeni di più ampia
scala e, per converso, come conoscenza più profonda e diretta, sul
piano locale, di fenomeni di portata più ampia e generale: comprendere
l’evoluzione umana dai cacciatori epigravettiani agli agricoltori del neolitico
è certo più facile e affascinante se lo si fa attraverso la
documentazione stratigrafica proveniente dagli scavi condotti nel
proprio territorio, esplorandone le grotte preistoriche ricche di
graffiti figurativi, visitando i musei cittadini.
Queste
considerazioni ci conducono al valore metodologico della storia locale,
che risiede nella relativa facilità nell’individuare e nel reperire
le fonti necessarie allo svolgimento della ricerca, i referenti
istituzionali (archivi, musei, biblioteche), e perfino gli stessi
studiosi specialisti.
Va
ricordato, da ultimo, il valore formativo della storia locale: perché
essa rafforza il sentimento di cittadinanza, favorisce il dialogo
interculturale e concorre alla educazione allo sviluppo, grazie al
riconoscimento e alla valorizzazione delle risorse storico-artistiche di
una città, non solo come strumento di crescita culturale e civile, ma
anche come occasione
di promozione economica.
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Storia
di Palermo
Le
origini
La
formazione del territorio
Le
ossa di Polifemo
I
cacciatori del Paleolitico
Il
Mesolitico
Il
cacciatore dalla lunga lancia
Il
Neolitico
L'orto
di Pomona
La
cultura della Conca d'Oro
Il
bicchiere campaniforme
Prima
dei Fenici
La memoria e la speranza
Centralità
della storia
Trasformazioni
e "permanenze"
Un
nuovo clima per apprendere
Contro
la storia ideologica
La
storia locale
I
nuovi strumenti
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