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L'officina  dello storico

Ai pericoli di una storia mnemonica si aggiungono quelli di un insegnamento ideologico della disciplina. E’ stato osservato che nella scuola secondaria  c’è un apprendimento mnemonico fiduciario, perché si immagazzinano le cose scritte da un autore la cui impostazione ideologica è condivisa dall’insegnante (D. Antiseri, Epistemologia e didattica della storia). Insegnare a distinguere una spiegazione scientifica da una ideologica è un’operazione di grande importanza. Se è inevitabile la parzialità di qualsiasi approccio storico, bisogna poi evitare e difendersi in ogni modo dalla faziosità. Bisogna perciò dare strumenti per distinguere gli asserti ideologici da quelli scientifici, specie in un tempo come il nostro, che, per tanti aspetti, può apparire un tempo di menzogna organizzata. La problematizzazione deve essere perciò sempre aperta e la messa in evidenza di errori storiografici è un punto fondamentale dell’insegnamento della storia.

Un contributo robusto per il rinnovamento degli studi storici è avvenuto, nel secolo XX ad opera della Rivista francese «Annales» di Bloch e Braudel, che ha insegnato a combattere la storia ideologica con il metodo della storia globale, che opera una ricostruzione guardando ai più diversi fattori, e coinvolgendo un’équipe di specialisti. L’analisi della cultura materiale in un dato spazio geografico e temporale si affianca alla considerazione dei fatti economici e sociali e alle complesse interazioni uomo-ambiente. Tutte le storie ci appartengono e concorrono ad intendere integralmente la storia.

Accanto agli eventi politici, militari e diplomatici, sono parte della storia le grandi trasformazioni culturali che riguardano la storia della mentalità e delle idee, la letteratura, l'arte, la musica e l'insegnamento della storia in senso stretto ha un senso se si allarga e si integra con queste altre dimensioni, favorendo un lavoro di ricostruzione critica globale.

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