|
Home
page
Esercizi
di lettura
L'officina
dello storico
I
racconti di Pierre Menard
Cittadinanza
e sviluppo
Cont@tto
| |
| Storia
di Palermo
La
cultura della Conca d'oro
|
|
L'officina
dello storico
|
|

Vaso
decorato proveniente dalla
necropoli di piazza Giachery
|
Una
rete di villaggi
·
Le
tombe a pozzetto
·
Una
società operosa e versatile
·
Un
sistema di produzione misto
·
Il
declino
·
Approfondimenti
·
Verifica
Sommario |
|
L’Eneolitico
L’età
del rame, tra la fine del iv
millennio a.C. e gli inizi del ii
è il periodo preistorico che piú di ogni altro ci ha fornito dati e
materiali sugli insediamenti nel Palermitano. Si tratta di reperti
rinvenuti durante l’espansione edilizia a cavallo tra xix
e xx secolo successivamenete
affidati all’opera di sistemazione tipologica ed interpretazione
culturale e cronologica della Bovio Marconi.
|
|
|
|
Una
rete di villaggi
Il dato più rilevante è la presenza di una diffusa rete di
piccoli villaggi di capanne che occupa capillarmente il territorio. Spesso
gli insediamenti si trovano a poca distanza l’uno dall’altro
dimostrando basso livello di aggregazione sociale, ma anche assenza di
conflittualità unita ad una forte capacità di sfruttamento delle risorse
ambientali. La individuazione di questi piccoli insediamenti è legata al
ritrovamento delle relative necropoli costituite da più sepolcri ben
distinguibili per la loro forma e per le caratteristiche dei corredi, con
caratteristiche tipologiche che si ripetono in decine di siti dell’agro
palermitano e indussero la Bovio Marconi a isolarle in una cultura a sé
stante che chiamò “cultura della Conca d’Oro”.
|
|

Necropoli della
contrada Ciachea di Carini
|
|

Sezione della
tomba II della necropoli dell'Uditore
|
|
Le
tombe a pozzetto e grotticella
I sepolcri sono costituiti da un pozzetto cilindrico e da una cella
a pianta circolare (la "grotticella") ad esso collegato. Talvolta le celle possono
essere due o tre, poste a diversi livelli. Tra i materiali più tipici dei
corredi funerari figurano ciotole globulari, brocche e strani vasi
"doppi" costituiti da due ciotole comunicanti. Ma ancora più tipica è la
decorazione incisa a linee ondulate lambite da punti.
Più raramente, compare anche la decorazione dipinta in nero o
bianco.
|
|
Una
società operosa e versatile Gli insediamenti e le necropoli della cultura
della Conca d’Oro sono stati ormai quasi del tutto cancellati dalle
profonde trasformazioni del territorio urbano e della maggior parte dei siti
non rimane che il nome. Fa eccezione un lembo di necropoli rimasto in
contrada Ciachea a Carini.
Gli
oggetti conservati al Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” ed in
qualche collezione privata e le testimonianze sui ritrovamenti sono tuttavia
sufficienti a comprendere che
con la cultura della Conca d’Oro si ebbe il più antico episodio di
occupazione capillare del territorio palermitano, a dimostrazione
dell’emergere di una società operosa e versatile, capace di un sistema di
produzione misto in grado di sfruttare le ricche e diverse risorse offerte
dal territorio.
|
|

Vaso "doppio"
proveniente dalla Necropoli di Partanna
|
|
Vaso gemino, particolare

Idoletto
fittile proveniente dalla necropoli di piazza Leoni
|
|
Un
sistema di produzione misto Significativa, ad esempio, l’alta
concentrazione di insediamenti nella zona di Valdesi, Partanna e Mondello,
zona del territorio palermitano caratterizzata un tempo da ampie paludi e
stagni salmastri, che offriva l’opportunità di sfruttare le molte specie
che in tali ambienti vivevano o transitavano stagionalmente, mentre
l’adiacente Monte Pellegrino offriva legname, pascoli e territorio di
caccia.
Un caso simile
osserviamo nella zona di Boccadifalco, a Baida e a Sant’Isidoro, dove
l’alta concentrazione di insediamenti si comprende se si considerano le
caratteristiche di frontiera di quel territorio tra la pianura della Conca
d’Oro e l’ambiente montano
dell’entroterra, a cui si aggiunge la ricchezza di acque di questa zona,
caratterizzata dalle fonti del Gabriele e dallo sbocco in pianura di alcuni
corsi d’acqua come il Boccadifalco e il Passo di Rigano.
Un
terzo caso riguarda la zona costiera, dove gli estuari del Papireto e del
Kemonia davano origine a profonde insenature navigabili. Ai fertili terreni
alluvionali si univa la facilità di approdo che sarà fondamentale per la
fondazione e le fortune della futura città, ma che dovette costituire forte
attrattiva anche per le società preistoriche del iii
millennio a.C. Tra gli insediamenti localizzati in prossimità delle
insenature per sfruttarne le opportunità di pesca e di facile approdo, sono
quelli segnalati sotto il Palazzo delle Ferrovie dello Stato, in via Roma, e
presso il Mercato Ortofrutticolo, in piazza Giachery.
|
|
Approfondimenti
Per la cultura della Conca d'Oro si rimanda innanzitutto a La preistoria e
a Insediamenti necropoli e siti nella Conca
d'Oro di
Sebastiano Tusa, in Storia di Palermo,
a cura di Rosario La Duca, volume I, L'Epos, Palermo 1999. Della
bibliografia sull'argomento ci limitiamo a segnalare ancora il fondamentale
studio di J. Bovio Marconi, La coltura tipo Conca d'Oro della Sicilia
nord-occidentale, Monumenti Antichi dei Lincei XL, 1944.
|
|
Il
declino Questa
zona della Sicilia occidentale subisce, con la fine del iii
millennio a.C., una profonda crisi. L’insediamento si rarefà e la zona
del Palermitano sembra divenire marginale rispetto ad altre aree
dell’isola, dove si affermano società più complesse che pongono la
Sicilia all’interno di quelle reti commerciali attraverso le quali
circolano metalli, beni di prestigio e nuovi sistemi di vita e gestione
delle risorse. Per lento degrado o per sopraffazione violenta dall’esterno
– non abbiamo dati sufficienti per comprenderlo – scompare la cultura
della Conca d’Oro, una delle più dinamiche ed originali culture
preistoriche espresse dal territorio.
|
|