Il delfino - percorsi formativi

Home page

Esercizi di lettura

L'officina  dello storico   

I racconti di Pierre Menard

Cittadinanza e sviluppo           

Cont@tto

La memoria e la speranza

Un nuovo clima per apprendere

L'officina  dello storico

Il processo di trasformazione in atto non riguarda solo i saperi e le diverse discipline che costituiscono i curricula: la trasformazione riguarda l’economia e le istituzioni, il costume e i gusti, il nostro modo di pensare e di essere, ogni aspetto della nostra vita.

Di qui la grande attrattiva che può assumere per gli studenti lo studio della storia, se prospettata come ricerca che ha come oggetto la nostra stessa vita considerata nel suo svolgimento.

Ciò che noi siamo (individualmente e socialmente) può essere letto come risultato di uno percorso, fatto di condizionamenti e di risposte di libertà. Averne consapevolezza significa avere maggiore consapevolezza di sé e della comunità in cui siamo inseriti, ed orientarsi meglio nelle vorticose trasformazioni in atto. Il nostro tempo non è un punto di arrivo: la storia prosegue oggi il suo cammino sulle nostre gambe, e dobbiamo provare ad avere la lucidità e la passione necessaria per indirizzarla e darle impulso.

La riflessione sulle motivazioni dell’insegnamento-apprendimento della storia, possono fornire indicazioni preziose per aggiornamento dei metodi e degli strumenti e per destare e tener vivi negli allievi l’interesse, se non l’entusiasmo, per la materia.

L’attenzione alla contemporaneità e alla concretezza della esperienza umana (la storia risponde ai nostri bisogni di oggi, anzi, per quanto abbiamo ricordato, ai bisogni di domani), è condizione indispensabile per creare un nuovo clima nel quale la storia possa prosperare (si vedano in proposito le osservazioni di Paul Ginsborg, Qualche riflessione sull'insegnamento della storia nelle scuole italiane, del 09/05/97, nell’Ipertesto della Commissione tecnico-scientifica sulle conoscenze fondamentali della scuola, a cura di Roberto Maragliano).

Accenniamo appena alla impossibilità di prescindere – con allievi di ogni età – dalle fonti e dalle questioni relative ai metodi della ricerca storica: da quelli propri della ricerca archeologica a quelli ricerca documentaria in archivio, dall’analisi delle fonti letterarie, alle problematiche aperte dagli archivi elettronici in rete.

Bisogna incoraggiare la ricerca storica, soprattutto di storia locale, irrimpiazzabile strumento di formazione critica, buon antidoto al nozionismo e al “ricerchismo” (si veda a riguardo la proposta di Dario Antiseri per introdurre nella scuola superiore ricerche di storia locale).

Nessuno scandalo infine per i problemi dell'interpretazione storiografica: molto meglio i conflitti di interpretazione che i libri di testo che impartiscono verità storiche.

Purché non si perda la dimensione della storia come racconto, per non rinunciare al fascino che deriva del fatto di narrare una vicenda, e le ragioni per le quali essa è andata in un certo modo piuttosto che in un altro.

Storia di Palermo

La formazione del territorio

Le ossa di Polifemo

I cacciatori del Paleolitico

Il Mesolitico

Il cacciatore dalla lunga lancia

Il Neolitico

L'orto di Pomona

La cultura della Conca d'Oro

Il bicchiere campaniforme

Prima dei Fenici

 

   

 

La memoria e la speranza

Centralità della storia

Trasformazioni e "permanenze"

Un nuovo clima per apprendere

Contro la storia ideologica 

La storia locale

I nuovi strumenti


 

Storia di Palermo

La memoria e la speranza

 

Risoluzione consigliata: 800 x 600

 

Home page

Esercizi di lettura

L'officina dello storico

Pierre Menard

Cittadinanza e sviluppo

Cont@tto

 

© 2002-2007 Francesco Cortimiglia - Tutti i diritti sono riservati