|
Dopo
breve riflessione sull’importanza del rispetto delle cose comuni e delle
cose di ciascuno, per provarci a comprendere la ragione di taluni gesti
violenti, abbiamo riflettuto sul nesso dolore/violenza,
disagio/aggressività e del bisogno che sentiamo di
aiutare
chi, tra di
noi, più di altri soffre un qualche disagio e meno di altri sa farsene
una ragione.
Occorre
a questo punto riflettere sul fatto che ragione del disagio sia anche la
vita stessa della comunità con le sue regole i suoi ritmi le scelte che
richiede ed impone, la incomprensione e la non condivisione delle finalità,
degli scopi che soli possono rendere bene accetti i sacrifici che ogni
stile di vita richiede.
Ecco
che l’aggressività e la violenza non sono solo indizio di un generico
disagio di una non meglio precisata sofferenza, sono il segnale di una
vera e propria difficoltà di integrazione, se non di una vera e propria
emarginazione, dovuta (accanto a disagi di varia natura: crisi
adolescenziali, angosce esistenziali, difficoltà individuali e familiari
di vario tipo) alla difficoltà di intendere il senso della fatica che
costa la scuola e conseguentemente di accettare le regole della comunità
scolastica.
Continuando
per un tratto il confronto con la comunità sociale più vasta in cui
siamo inseriti pensiamo agli
esempi di dolore e di violenza nelle periferie urbane che abbiamo già
richiamato; sono quelli esempi di chiara emarginazione dal corpo sociale:
si tratta di gente che di fatto non gode dei diritti fondamentali
riconosciuti in linea di diritto al cittadino, e che sono la ragione
dell’esistenza della comunità; è gente che non comprende il senso
dello stato e mal sopporta leggi e regolamenti di cui vede solo il lato
coercitivo. Ad essi manca la grammatica della cittadinanza che è fatta di
diritti e doveri.
|
La scuola che
vorrei
Il
rispetto di ciò che è comune
Il
dolore genera violenza
Glielo
do io il disagio!
Le
difficoltà di integrazione
Sono
persuaso, quindi obbedisco
Vorrei
|
|