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Glielo do io il disagio!

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La riflessione introduttiva intorno agli incidenti verificatisi nella scuola e alle difficoltà che rivelano nel senso di coesione della comunità, si è conclusa con la proposta di una traccia affidata al dibattito e alla successiva elaborazione scritta, individuale o di gruppo, da parte dei ragazzi.

La traccia, riassuntiva dei temi accennati, è stata la seguente: “Recenti atti di teppismo ci sollecitano a riflettere sul rispetto delle cose comuni. Quali provvedimenti credi che debba prendere la scuola di fronte a simili incidenti? Cosa ti sentiresti di dire, in privato, a un compagno sorpreso a sporcare o a danneggiare gli arredi o i muri?”

La risposta degli alunni, nel dibattito, come negli elaborati si è concentrata sul nesso dolore/violenza, disagio/aggressività che è stato complessivamente accolto e sviluppato pur con qualche significativa riserva. Più d’uno studente ha infatti manifestato insofferenza per questa attenzione ai presunti disagi di chi ha comportamenti scorretti (“ditemi chi ha rubato il mio zaino e glielo do io il disagio!”), e anche qualche insegnante non ha condiviso l’approccio problematico della riflessione d’avvio, consigliando invece maggiore severità.

Qualche altro ha contestato in senso diverso l’approccio al problema: non c’è nessun disagio da investigare, scrivere sui muri è una cosa normale. E’ stato risposto dai compagni di provare allora a farlo sui muri di casa e stare a sentire l’opinione dei genitori.

Dagli elaborati dei ragazzi sono venute proposte per alcuni interventi concreti che si possono così riassumere:

1) Proseguire con momenti simili di riflessione comune su finalità e regole della vita della comunità scolastica.

2) Introdurre nel regolamento l’indicazione di provvedimenti disciplinari che comprendano la riparazione del danno, in modo diretto (lavoro manuale) o indiretto (corresponsione del costo di riparazione dell’oggetto danneggiato).

3) Aumentare e rendere facilmente fruibili gli spazi per l’espressione e la creatività degli studenti: dalla bacheca per i messaggi, ai murales sulle pareti, al giornale d’Istituto. Ne è derivato un forte appello a un più costruttivo utilizzo delle assemblee e ad una più intensa partecipazione alla vita della comunità in ogni suo aspetto.

In riferimento al punto 2) è stata evidenziata la difficoltà di isolare ed individuare i responsabili in ragione di una forte solidarietà di gruppo a fronte di una ancora debole senso della comunità scolastica. E’ stata perciò formulata la richiesta di istituire, nei casi in cui non fosse possibile individuare il responsabile, una sorta “indennità di riparazione” che, fermo il principio che la responsabilità disciplinare è personale, renda più chiaramente visibile il danno arrecato alla comunità, favorisca il rispetto e l’attenzione per l’integrità delle cose comuni, consenta di non sottrarre risorse destinabili ad altre attività della scuola.

La scuola che vorrei

Il rispetto di ciò che è comune

Il dolore genera violenza

Glielo do io il disagio!

Le difficoltà di integrazione

Sono persuaso, quindi obbedisco

Vorrei

 

   

 

 

 

 

 


 

 
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