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Educazione allo sviluppo

di Alberto Tulumello

Cittadinanza e sviluppo

Pubblichiamo il testo con cui Alberto Tulumello ha avviato la riflessione di questa sezione del progetto PASS Delfino, dedicata ai temi dello sviluppo e della cultura del lavoro 

 Il 1992 ha segnato  un momento di grande cambiamento nelle politiche per il Mezzogiorno, conseguenti a una serie di avvenimenti che hanno messo in discussione il sistema politico ed amministrativo dell’intero paese: Tangentopoli e contrasto alla corruzione nella pubblica amministrazione e nel sistema politico; inizio del risanamento dei conti pubblici anche in vista della progressiva integrazione europea; più dura lotta alla criminalità organizzata, anche in seguito allo stragismo mafioso. 

Per il Mezzogiorno ciò ha significato la fine dell’‘intervento straordinario’ (proposta di referendum abrogativo della legge 64/86) e la sua sostituzione con interventi di aiuto alle imprese delle aree con difficoltà di sviluppo (legge n. 488 del 1992) e poi l’avvio della programmazione negoziata come strumento di sviluppo locale territoriale.

In Sicilia questi strumenti hanno già avviato o sono sul punto di avviare e/o potenziare un gran numero di imprese (oltre 2000 ed altrettante almeno in itinere) ed hanno promosso programmi di sviluppo locale in molti territori (20 Patti territoriali approvati e altri 15 in itinere, 3 Contratti d’area già finanziati).

Questi strumenti potranno produrre un risultato che dura nel tempo e che dà l’avvio ad un processo di sviluppo autonomo, o, viceversa, l’attuale fermento potrà rivelarsi un fuoco di paglia ed un aiuto temporaneo ad imprese che moriranno con la fine degli incentivi ed a territori che avranno fatto uso delle risorse per lo sviluppo al modo del vecchio intervento straordinario. L’alternativa dipende da molteplici fattori, alcuni tecnici e strettamente economici, molti altri istituzionali e culturali.

L’educazione allo sviluppo, la diffusione di una corretta cultura d’impresa e di una cultura dello sviluppo locale sono in questo momento, forse, elemento decisivo rispetto all’alternativa che abbiamo di fronte. L’educazione allo sviluppo non è cioè un elemento aggiuntivo, ma sostanza stessa del processo di sviluppo, ossia del processo di crescita economica ed insieme civile e sociale.

Territorio e sue specificità culturali e materiali (risorse locali, saperi locali, tradizioni, da un lato, specifiche risorse naturali dall’altro), legalità e ricchezza di relazioni sociali e civili, pubblica amministrazione locale efficiente ed attenta ai temi e problemi dell’impresa, autonomia del cittadino e propensione al rischio e alla creatività, sono elementi connessi e fondamentali per il nuovo modello di sviluppo.

Siamo allora obbligati sia a comprendere, in positivo, come cultura, territorio, pubblica amministrazione locale e cultura d’impresa diffusa siano risorse da coltivare e da far crescere, sia a comprendere, in negativo, come la mafia, la corruzione della pubblica amministrazione e il clientelismo delle istituzioni locali, la dipendenza (non autonomia) dei cittadini e soprattutto dei giovani da forme di assistenzialismo qualsivoglia siano ostacoli diretti e devastanti e impedimento di qualsiasi forma di sviluppo reale.

L’educazione allo sviluppo è l’anima di questa comprensione diffusa, e sembra superfluo sottolineare la centralità del ruolo della scuola in proposito.

Pass Delfino

Educazione allo sviluppo

Le condizioni culturali dello sviluppo economico

Criminalità e sottosviluppo

 

 

Tra il 16 e il  25 gennaio 2001, alle quattro giornate di studio previste dalla sezione Educazione allo sviluppo del progetto Pass Delfino,  sono intervenuti: Michele Calascibetta,  Mario Centorrino, Nino Di Lorenzo, Marco Meneguzzo.

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 
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