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L’insegnate
assegna agli allievi di ciascuna postazione l’incarico di digitare una
breve porzione del testo del racconto e di salvare il documento in una
cartella condivisa.
Da
ciascuna postazione gli allievi copiano sul proprio desktop i documenti,
ne aprono uno e con il comando inserisci file riunificato tutti i testi in
un solo documento, avendo cura di andare a capo un paio di volte
prima di ripetere il comando inserisci file, in modo da tenere
chiaramente distinti i diversi paragrafi per poterli successivamente
ordinare (Si potrebbe suggerire a ciascuna postazione l’uso di un colore
diverso).
Si
invitano quindi gli allievi a mettere nella giusta sequenza i frammenti
trascritti dai compagni che hanno riunito in un unico documento (può
talvolta essere utile incaricare un allievo di predisporre la mappa del
documento con gli incipit dei diversi brani, le postazioni incaricate di
trascriverlo e l'ordine di successione).
Si
evidenzia a questo punto l’esigenza di dare uniformità al testo
unificando carattere, corpo e ogni altra formattazione del testo. Queste
operazioni vanno condotte in un primo momento da una sola postazione,
osservata da tutte le altre con la funzione “gessetto” della classe
virtuale: dalla postazione docente, che costituisce la “lavagna
virtuale” si passa il “gessetto” ad un allievo le cui operazioni
divengono visibili su tutti gli altri monitor. Durante questa operazione
tastiera e mouse delle altre postazioni sono disabilitate, a meno che il
docente non ne condivida l’uso tra due postazioni. Terminata
l’operazione (o ciascuna fase di essa) si restituisce l’uso di mouse e
tastiera perché tutte le
postazioni la ripetano.
Il
testo si presta ora alle più diverse manipolazioni.
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