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Laboratorio

 

Dopo aver letto attentamente il testo della poesia, mettiti alla prova con il laboratorio (istruzioni per l'uso)

 

1 Un solo verbo

Scenari naturali (il mare al tramonto, il monte, il cielo e le sue nubi) e oggetti (un casolare, un'ala di gabbiano) sono evocati di colpo e improvvisamente accostati gli uni agli altri.

Non ci sono dettagliate descrizioni, né frasi compiute e legate in periodi più ampi.

Uno solo il verbo che compare in tutto il componimento. Prova a dire qual è nello spazio sottostante:

Un bubbolio lontano...                               

 

Rosseggia l'orizzonte

come affocato, a mare;

nero di pece, a monte,

stracci di nubi chiare:

tra il nero un casolare:

un'ala di gabbiano.

 

 

2  Le parole

Vediamo insieme il significato di alcune parole.

Bubbolìo:

è una parola che imita, con il suo suono, il rumoreggiare del tuono lontano, segno del temporale in arrivo. Una parola così i grammatici la chiamano "onomatopea" (dal greco) perché è un nome che fa il verso alla cosa che indica, ad esempio: bisbiglio, boato, fruscio, tintinnare, gorgogliare ecc.

Affocato:

sta per infuocato, avvampato da un incendio.

Cerca nel testo la parola che corrisponde alla definizione che segue “Piccola casa di campagna o di montagna, per lo più isolata”, e scrivila nello spazio sottostante.

 

 

3  Descrizione dell’argomento

L'efficacia della poesia dipende in gran parte dalla sua brevità e dalla essenzialità dei suoi elementi. Dobbiamo perciò provare ad intenderla così com'è, sentirne il ritmo, cogliere le suggestioni della sintassi (la disposizione e il legame delle frasi) e delle parole scelte dal poeta.

Per essere certi di aver capito il messaggio di base proviamo però ad aggiungere insieme i verbi sottintesi ed a legare più esplicitamente le frasi tra loro.

Sento ad un tratto un bubbolio lontano...

E' rosso l'orizzonte, 

come infuocato, dal lato del mare;

Vedo invece nero di pece, dalla parte opposta, a monte,

In mezzo, su in cielo, ci sono stracci di nubi chiare:

tra il nero del monte si staglia un casolare:

sembra un'ala di gabbiano.

Si tratta naturalmente di una ipotesi: copiala e incollala nel campo sottostante e, se credi, modificala.

 

 

4 I colori

Dopo una prima sensazione uditiva, evocata dalla voce imitativa "bubbolio", il poeta fa ricorso ad alcune sensazioni visive, con ampie pennellate di colore che fanno pensare ad un quadro impressionista.

seleziona i colori usati dal poeta per comporre la visione di questo tramonto prima della tempesta.

Un bubbolio lontano...
Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.

    

 

5 I primi indizi

Eppure il poeta non si limita a descrivere uno spettacolo naturale. Alcuni indizi ci dicono che egli sta esprimendo uno stato d'animo tormentato, di cui la tempesta e i suoi colori sono un simbolo.

Cerca, per ciascun colore, l'espressione che è indizio di uno stato d'animo:

Rosseggia l'orizzonte

come affocato, a mare

Il colore è il rosso, l'indizio, la parola che ci rimanda allo stato d'animo del poeta è:

Nero di pece a monte

Il colore è il nero, l'indizio che ci rimanda allo stato d'animo del poeta è:

Stracci di nubi chiare

Il colore è il bianco, l'indizio che ci rimanda allo stato d'animo del poeta è:

 

 

6  un'ala di gabbiano

In chiusura torna, in un dettaglio del quadro, la contrapposizione tra nero e bianco:

"Tra il nero, un casolare:"

La sensazione evocata da questo piccolo casolare sovrastato dal nero minaccioso della tempesta, è ripresa nel verso successivo con la sua immagine finale:

"un'ala di gabbiano."

Quali sensazioni, pensieri, sentimenti ti sembra suggerire l'analogia conclusiva dell'ala di gabbiano?

 

 

7 Le sillabe 

"Un bubbolio lontano..."

è un settenario, un verso composto da sette sillabe. Proviamo insieme a dividerlo in sillabe

  Un - - bo - - - - no

 

"Rosseggia l'orizzonte"

Nel dividere in sillabe questo verso ricorda che: le consonanti doppie si dividono tra la sillaba che precede e quella che segue (fat - to, pal - la); la m e la n davanti ad altra consonante si legano alla vocale che precede (om - bra, ton - da)

  - seg - - l'o - - -

 

"come affocato, a mare"

attento: le vocali iniziali di parola si fondono in un'unica sillaba metrica con le vocali finali della parola precedente

- me af - - ca - - - re

 

nero di pece, a monte,

stracci di nubi chiare:

 

- - - pe - - - te

 

- ci - di - - - - re

 

 

tra il nero un casolare:

un'ala di gabbiano.

 

tra il - - - - - - re

un' - - - di - - -

 

 

8  Lo schema metrico

La poesia è costituita da un'unica strofa di settenari rimati, legati cioè dalla rima, dalla perfetta uguaglianza dei suoni finali (orizzonte / monte).

Sulla base delle rime è possibile determinarne lo schema metrico: dopo aver contrassegnato con A il primo verso, usa lettera uguale per rima uguale.

Un bubbolio lontano...
Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare;
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.

   

8  A lettera uguale rima uguale

Facciamo adesso l'esercizio inverso. Dal momento che a lettera uguale corrisponde rima uguale, completa le sillabe finali degli ultimi quattro versi.

A Un bubbolio lontano...
B Rosseggia l'orizzonte,
C come affocato, a mare;
B nero di pece, a m,
C stracci di nubi chi:
C tra il nero un casol:
A un'ala di gabbi.

 

9  gli accenti

Rileggi ora ad alta voce la poesia facendo attenzione agli accenti metrici che cadono sulle vocali sottolineate.

Noterai un accento principale fisso sulla sesta sillaba;

uno o due accenti secondari sulla seconda o sulla prima e la quarta sillaba.

Nota il cambiamento di ritmo negli ultimi versi, quando finalmente compare un elemento umano: il casolare che si intravede tra il nero minaccioso della tempesta.

 

Un bubbolio lontano 1a 4a 6a
Rosseggia l'orizzonte 2a 6a
come affocato, a mare;  1a 4a 6a
nero di pece a monte, 1a 4a 6a
stracci di nubi chiare: 1a 4a 6a
tra il nero un casolare: 2a 6a
un'ala di gabbiano. 2a 6a

     

10  tiriamo le fila

Il poeta parla della natura, apparentemente descritta attraverso la percezione sensoriale (i colori che vede, i suoni che sente), ma in realtà vuole soprattutto parlarci di sé e dei suoi sentimenti più profondi.

Più in particolare, il poeta rappresenta una tempesta, uno sconvolgimento degli elementi naturali, ma tutto questo diventa strumento per rappresentare un tumulto interiore, una tempesta dell'anima.

In che modo il poeta riesce in questo proposito? Rispondiamo insieme riconsiderando brevemente gli esercizi svolti:

Innanzitutto con le parole che sceglie, il loro significato e il loro suono: ricordate il bubbolio che evoca la minaccia di un temporale in arrivo? ricordate il senso di fastidio, di sfacelo di minaccia espresso dal rosso "affocato", dal nero "di pece", dagli "stracci" di nubi?

Poi con le frasi che costruisce (ricordate le brevi frasi senza verbo, poste una dopo l'altra come rapide pennellate  di colore che non lasciano spazio ai dettagli di una descrizione della natura e sembrano esprimere direttamente uno stato d'animo sbigottito, attonito?

Infine con il ritmo del verso: ricordate il cambiamento di ritmo nella stretta finale? Tra il nero, un casolare: dopo i versi cadenzati dai tre accenti ecco, un verso più rapido, con due accenti ritmici in seconda e sesta sede, a sottolineare una netta scansione in due parti del verso con la sua contrapposizione ora più rapida e drammatica tra nero e bianco.

I versi finali hanno una più forte concitazione, quasi un cambiamento del respiro per lo sgomento, di fronte al comparire, per la prima volta nel componimento, di un elemento umano, la piccola casa che si distingue contro il nero minaccioso della tempesta.

 

11  Uno stato d'animo

Chiediamoci allora in conclusione: qual è lo stato d’animo che il poeta esprime attraverso questi versi? Domanda assolutamente pertinente e decisiva per la comprensione della poesia, se, come abbiamo è proprio di uno stato d’animo, più che di un paesaggio, che il poeta ci parla.

Sappiamo bene che la ricchezza e intensità delle emozioni del poeta sono nelle parole con cui si è espresso; eppure provare a dire con le nostre parole ordinarie le emozioni che il poeta ci trasmette è esercizio che ci aiuta ad una lettura più attenta e intelligente della poesia, ed è perciò fatica che facciamo volentieri.

Facendo tesoro di tutte le considerazioni fin qui svolte e, in particolare della tua interpretazione dell'immagine dell'ala di gabbiano, leggi un’ultima volta la poesia e prova a descrivere, con parole tue, lo stato d’animo del poeta. 

Un bubbolio lontano...

 

Rosseggia l'orizzonte

come affocato, a mare;

nero di pece, a monte,

stracci di nubi chiare:

tra il nero un casolare:

un'ala di gabbiano.

 

 

Se hai già inviato e stampato il tuo elaborato, confronta quel che hai scritto, se lo desideri, con la presentazione, e, segnatamente, con le righe conclusive.

                                                         

Temporale

di Giovanni Pascoli

da Myricae

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