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Una strategia di lettura |
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Lettura
e metacognizione |
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Siamo
persuasi che la metacognizione, la riflessione e il controllo sui propri
processi di conoscenza, favorisce enormemente la qualità
dell’apprendimento. Ecco perché, sotto lo stimolo del progetto
“Aracne” coordinato dall’osservatorio psico-pedagogico “Monte
Cuccio” di Palermo sul tema “lettura e metacognizione”, si è
cercato di esplicitare la valenza metacognitiva del percorso.
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Una
prima riflessione metacognitiva è intervenuta nella progettazione del
percorso, allorché, riflettendo sulle abitudini di apprendimento degli
allievi e sulle condizioni che facilitano i loro processi di conoscenza,
si è pensato alla opportunità di destare la curiosità e l’attenzione
nella fase di presentazione, di sollecitare la interattività nella fase
laboratoriale, e di fornire un feedback immediato nella verifica.
Ma
è soprattutto con la responsabilizzazione dell’allievo attraverso
l’invito alla autovalutazione, che si è entrati nel vivo di una
riflessione metacognitiva che coinvolgeva gli stessi allievi. |
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La
finalità metacognitiva perseguita attraverso le attività laboratoriali
può essere così riassunta: esercitare la propria capacità di lettura:
controllando
i propri processi cognitivi, (perché leggo? cosa significa leggere?
in che modo riesco a leggere davvero?)
apprendendo
in itinere idee e informazioni che consentano quel controllo (cosa
vuol dire saper descrivere, saper comprendere, saper rielaborare; quali
sono gli elementi della comunicazione, cosa le intenzioni comunicative,
cosa i simboli…)
acquisendo
un generale atteggiamento metacognitivo, una propensione a riflettere
sul proprio apprendimento e i suoi procedimenti (so ascoltare? so leggere?
so dividere in sequenze, so rielaborare?...) |
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Le
principali azioni didattiche metacognitive messe in campo sono le
seguenti:
·
mostrare le applicazioni di una
strategia
·
introdurre la pratica dell’auto
interrogarsi
·
favorire la pratica della
pianificazione anticipata di procedure
·
pianificare attività adeguate al
livello “operante” dell’allievo
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Si
affida alla sperimentazione e alla valutazione dei colleghi il giudizio
sulla efficacia del metodo proposto e sui correttivi da introdurre. Un
ringraziamento va intanto alle dottoresse Antonella D’Amico e Sabina La
Grutta dell’Università di Palermo per la valutazione in itinere dei
punti di debolezza e dei punti di forza del percorso laboratoriale, che ha
consentito la sua prima riformulazione oggi affidata alla rete.
Palermo, 15 marzo 2003
Francesco Cortimiglia
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