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Questa sezione è dedicata a
Gianni Rodari, uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, capace di
appassionare i bambini che cominciano a dialogare con un libro e di
riconquistare alla lettura chi ne sta perdendo l’abitudine e il gusto.
Partiamo dalle Favole al telefono, con alcuni esercizi pensati
per un laboratorio di lettura di un Istituto comprensivo (I. C.
"Bonfiglio" Di Palermo) e rivolto a un gruppo di ragazzi tra i
10 e i 12 anni (una prima media e una quinta elementare).
Tra le Favole al telefono ci sono tuttavia alcuni capolavori
assoluti, come Il paese senza punta o Il pozzo di Cascina
Piana, la cui lettura e la cui proposta di analisi mi sento di
consigliare a ragazzi di ogni età. Ma come non segnalare la delicatezza
con cui vengono affrontate questioni cruciali in storie come Il
palazzo da rompere o La coperta del soldato? Come non
ricordare l’umorismo e la leggerezza con cui in tante piccole storie
si parla di amicizia e solidarietà, di magia e fantasia, di coraggio e
intraprendenza, di slanci di generosità e di piccole meschinità, di
schiavitù e di libertà.
Si aggiunga che le qualità di chiarezza, brevità, leggerezza del
tono della narrazione, rendono più facile, a chi propone l’attività
e a chi accetta la proposta del percorso, la sperimentazione e l’acquisizione
di un metodo di lettura che potrà poi essere utilizzato, con gli
opportuni aggiustamenti, per testi più ampi e complessi.
L’attività proposta si articola in tre fasi: una prima fase di
presentazione, una seconda fase propriamente laboratoriale, una fase
conclusiva di verifica e autovalutazione.
Per presentazione non mi riferisco solo alla breve introduzione a
ciascun racconto – che ha piuttosto la funzione di consentire al
navigatore di selezionare il proprio percorso – ma piuttosto alla fase
preliminare del laboratorio, che va dalla lettura del testo – sempre
affidata al libro – alla breve descrizione dell’argomento del
racconto.
Si prosegue con l’attività di laboratorio e i suoi
semplici esercizi di analisi del
testo, rivolti alla intenzione comunicativa e alla struttura formale che
la veicola.
Segue infine una fase di verifica, nella forma del test conclusivo e
della scheda di autovalutazione, nella quale il lettore è invitato a
misurarsi con alcuni obiettivi minimi previsti dall’attività: si
tratta di un elenco di risultati attesi, selezionati tra i comportamenti
realmente osservabili nel corso dell’attività, da un osservatore
esterno, come dal lettore che si autovaluta.
Naturalmente ciascuna lettura persegue più ampie finalità, con l’esercizio
di competenze comunicative e cognitive – che sarà possibile
esplicitare e personalizzare in una più meticolosa definizione dei
comportamenti osservabili sottoposti a valutazione – e di competenze
estetiche e morali, che vanno esplicitate ma non enfatizzate, e
soprattutto mai sottoposte a valutazione dall’esterno.
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